GATTO CERTOSINOGATTO CERTOSINO CHARTREUX

GATTO CERTOSINO



Il Certosino come non avviene il contagio
I comuni contatti sociali non sono idonei alla trasmissione del virus; pertanto strette di mano, condivisione di stanze e altri comuni contatti sociali non trasmettono l’infezione. Una persona sieropositiva che ha dei colpi di tosse o degli starnuti nonè in grado di trasmettere l'infezione.

Gli oggetti casalinghi quali le stoviglie non sono idonei alla trasmissione del virus. Lo sono però tutti quegli oggetti che possono penetrare la cute, o le mucose e permettere un contatto tra il sangue di un soggetto sano e quello di un soggetto malato, per esempio : rasoi, forbici, aghi, spazzolino da denti ecc…

HIV e il bacio
Un semplice bacio( bacio sociale o a bocca chiusa) non è a rischio per la trasmissione dell'HIV. Per quanto riguarda la trasmissione dell’HIV attraverso il bacio profondo o bacio francese o bacio a bocca aperta ( il bacio è una delle attività sessuali più frequenti) la possibilità di trasmettere il virus,anche se rara, non può essere del tutto esclusa in considerazione del fatto che durante il bacio profondo la mucosa orale può andare incontro a piccoli traumi che possono comportare sanguinamento.Questo vuol dire che se uno dei due partner è infetto , è possibile che il virus passi nel torrente circolatorio del partner sano . E’ stato anche dimostrato che a mano a mano che la malattia progredisce dallo stato di sieropositività a quello di AIDS, si produce un progressivo aumento di sangue nella saliva , indice di un aumento della fragilità della mucosa orale di questi soggetti.

Il bacio di per se non rappresenta una modalità di trasmissione dell’ HIV ; non si può tuttavia escludere che un tale evento possa verificarsi , anche se con basso rischio , in presenza di lesioni sanguinanti del cavo orale , e di contemporanee lesioni orali del partner. Inoltre, anche se nella saliva esistono sostanze che inibiscono l’HIV , per essere efficaci , hanno bisogno di un contatto prolungato (30-60 minuti ) condizione che non è possibile durante il bacio.

HIV e le piscine
Non c'è rischio di contrarre l'infezione frequentando piscine o bagni comuni. Il cloro e diversi altri disinfettanti ,uccidono l'HIV, e la diluizione rende estremamente bassa la concentrazione del virus.

HIV e gli animali
Gli animali domestici non trasmettono l'HIV; questo infatti è un virus che colpisce solo la specie umana. Anche se esistono altri virus in grado di causare una malattia simile all’HIV negli animali in particolare nel gatto (FIV) e nella scimmia (SIV) e nel bovino (BIV),questi virus non sono trasmessi all’uomo attraverso graffi o morsi o contatti di altro tipo (carezze, pulizia ecc) perché questi virus hanno dimostrato una notevole specie specificità cioè infettano solo le singole specie animali .Vista la notevole somiglianza con la malattia che colpisce l’uomo questi sono utilizzati a scopo scientifico come modelli di studio.

Il virus dell’ immunodeficienza felina ( dei gatti) FIV è stato isolato per la prima volta nel 1987 in un gatto che presentava un quadro clinico molto simile all’immunodeficienza dovuto all’infezione da HIV , da studi compiuti successivamente, è risultato evidente che il virus FIV assomiglia all’ HIV per molti aspetti :

Si trasmette da gatto a gatto attraverso rapporti sessuali, per contatto di sangue o per via materno-fetale. Questo spiega la notevole diffusione del virus nella popolazione felina: si stima che la prevalenza dell’infezione vari dall’1 al 10%nelle diverse popolazioni di gatti in tutto il mondo.

Le cellule bersaglio per la replicazione di questo virus , sono come per l’HIV i linfociti CD4+ (anche se non esclusivamente).

La prima infezione può causare nel gatto una sindrome che si manifesta con febbre, neutropenia e linfo-adenopatia . Dopo un lungo periodo di normalità clinica compaiono i segni e i sintomi di una sindrome simile all’immunodeficenza, in particolare : febbri ricorrenti, perdita di peso, linfoadenopatia, infezioni a carico delle vie respiratorie, enteriti, infezioni della pelle, neoplasie, e altri disturbi ematologici.
Tutti questi aspetti spiegano il grande interesse nei confronti del virus FIV. Infatti , per le sue caratteristiche è stato utilizzato come modello di studio per approfondire le conoscenze sulla modalità di infezione dell’HIV, per la sperimentazione di farmaci antiretrovirali, e per testare l’efficienza di alcuni spermicidi .

Dal punto di vista clinico, la reale importanza del virus FIV non è legata alla sua ipotetica trasmissione all’uomo( non esistono, infatti, casi documentati in letteratura) bensì alla possibile trasmissione di altre malattie contratte dal gatto in quanto immunodepresso.Tra queste la più importante è la toxoplasmosi. Il gatto con infezione da FIV risulta più frequentemente infettato dal toxoplasma . Al contrario del FIV la toxoplasmosi può essere trasmessa all’uomo con conseguenze particolarmente gravi nei soggetti con HIV.

HIV e gli insetti
Esistono due modi attraverso i quali gli insetti che si nutrono di sangue possono trasmettere le malattie:

In modo meccanico: attraverso il semplice trasferimento dei germi dall’apparato buccale infetto, dalle zampe o dal suo materiale fecale

In modo biologico: attraverso la replicazione dei microrganismi nei tessuti dell’insetto e in modo particolare nelle ghiandole salivari.
Gli insetti che si nutrono di sangue , potenzialmente in grado di trasmettere l’infezione da HIV sono molti: le zanzare, le pulci, le cimici ematofaghe, le zecche e molti altri, ma nessuno di questi è in realtà in grado di trasmettere il virus dell’ HIV.

HIV e le zanzare
Le zanzare non possono trasmettere il virus; evidenze a questo riguardo sono molteplici:

I bambini che non sono infettati dalla madre e non hanno rapporti sessuali non sono HIV positivi.

Sarebbero presenti epidemie stagionali di prima infezione da HIV , come succede per la malaria o la febbre gialla (7).

Le zanzare succhiano il sangue ma non lo iniettano durante il pasto.

Il virus dell’HIV non sopravvive e non si riproduce all’interno della zanzara.

Le zanzare fanno una pausa di almeno 24 ore tra un pasto e l’altro, digeriscono il sangue ingerito e quindi inattivano il virus.

HIV e le cimici ematofaghe
Le cimici ematofaghe sono parassiti prevalentemente diffusi in America centro-meridionale che si nutrono di sangue in tutti gli stadi della loro evoluzione .
Solitamente il pasto avviene durante la notte e si accompagna all’emissione di feci che facilitano la trasmissione di germi , mentre durante il giorno vivono nei materassi, nelle poltrone o nelle crepe dei muri.
Diversi studi hanno dimostrato che le cimici sono in grado di trasmettere l’epatite B o altre gravi malattie come la malattia di Chagas. Le cimici ematofaghe non sono in grado di trasnettere l’HIV. Infatti, anche se il pasto ematico è più abbondante rispetto a quello delle zanzare, soprattutto durante il periodo della riproduzione non è stata dimostrata alcuna replicazione del virus all’interno di questi insetti. Quindi la trasmissione dell’HIV attraverso la puntura di cimice non si verifica.

HIV e le zecche
Le zecche sono parassiti che si nutrono di sangue, sono responsabili della trasmissione di diverse malattie in diverse aree del mondo, come ad esempio la malattia di Lyme, la febbre purpurica delle Montagne Rocciose e molte altre.
Il pasto ematico è molto più abbondante rispetto a quello delle zanzare e di altri insetti , inoltre una parte del sangue viene rigurgitato durante il pasto stesso . Anche se ,in questi insetti il virus sopravvive a lungo (14 giorni) non si replica. La puntura di zecca non trasmette l’infezione da HIV.

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Se il vostro gatto adora il fegato crudo
Il fegato crudo contiene un'elevata quantità di vitamina A. Un suo consumo eccessivo od una dieta esclusivamente basata su questo tipo d'alimento può provocare danni seri allo scheletro.
L'ingestione di quantità eccessive di vitamina A provoca, infatti, calcificazioni anomale delle cartilagini e dei tessuti molli situati attorno alle ossa. I sintomi clinici sono zoppia, specialmente sugli arti anteriori, e dolore nel movimento del collo, provocando perciò un'andatura incerta. Molti gatti colpiti dalla malattia non accettano di essere presi in braccio o toccati perché sentono dolore. In genere il pelo è raggrumato e sporco perché non riescono ad eseguire le normali manovre di leccamento e pulizia. La diagnosi si basa sulle caratteristiche alterazioni dello scheletro, risultanti dalle radiografie. La terapia prevede la correzione della dieta e l'uso eventuale d'antinfiammatori. Se il disordine nutrizionale è scoperto precocemente la prognosi per un ritorno alla normalità è in genere favorevole. Se il vostro gatto adora il fegato crudo, concedeteglielo con gran parsimonia e mai come alimento esclusivo.


La difficile scelta della chemioterapia
Anche il gatto può essere colpito da malattie tumorali. Una volta avuta una diagnosi definitiva, il vostro veterinario vi consiglierà se optare per un'operazione chirurgica o se scegliere la via di una chemioterapia. La scelta dipenderà in gran parte dal tipo di tumore rilevato. I linfomi sono tra le malattie neoplastiche più diffuse nella specie felina e rispondono, in genere, alle terapie chemioterapiche. L'obiettivo di queste cure è spesso quello di migliorare la qualità della vita e di prolungarne la durata. Non sempre i proprietari accettano di far sottoporre il proprio animale ad un trattamento che ritengono troppo invasivo e con effetti collaterali. In realtà i protocolli antitumorali tengono conto di queste preoccupazioni e perciò tendono a non essere troppo aggressivi. La maggior parte dei proprietari è alla fine soddisfatta della possibilità di poter offrire al proprio animale se non una possibilità di cura almeno un miglioramento della qualità della vita. Certamente si tratta di una strada impegnativa con necessità di controlli frequenti e di sedute ambulatoriali a fianco del proprio animale. Un rapporto di fiducia con il proprio veterinario aiuta ad affrontare con serenità e coscienza i problemi che si possono presentare lungo questa difficile strada.


Quando il pelo se ne va. L'alopecia simmetrica felina
L'alopecia delle aree del ventre, della parte posteriore delle cosce e del dorso è una manifestazione clinica assai frequente nei gatti. La distribuzione delle lesioni è generalmente simmetrica e non è accompagnata da alterazioni evidenti della cute.La punta del pelo si presenta assottigliata, causando una caduta spontanea, mentre se il pelo è solo spezzato, un esame microscopico rivelerà semplicemente un fenomeno d'autoleccamento.L'alopecia simmetrica felina può avere diverse cause sottostanti: allergie varie, parassiti, funghi, ma possono provocarla anche forme psicogene e di stress. Il piano diagnostico e il tempo necessario alla ricrescita del pelo possono essere lunghi. Non esistono terapie generiche, solo la rimozione della causa può ripristinare una condizione di normalità


Come evitare le infestazioni da tenia nel gatto
La più comune tenia (verme piatto) del gatto è il Dypilidium caninum. Il gatto (ed il cane) s'infesta ingerendo una pulce, che a sua volta ha raccolto nelle feci dell'animale un uovo di tenia. Anche i bambini possono occasionalmente infestarsi, sempre attraverso l'ingestione accidentale di pulci. Si tratta di un'infestazione che causa sintomi lievi, limitati in genere al prurito anale. Frequentemente si ritrovano le proglottidi ovvero i segmenti di tenia attaccati al pelo nella regione perianale. Altre volte si vedono, nelle feci, delle formazioni biancastre simili a chicchi di riso. Il parassita si elimina facilmente con una singola somministrazione di un apposito vermifugo. Tuttavia per evitare la reinfestazione è sempre opportuno ricorrere alla lotta alle pulci.


Come evitare la formazione di tricobezoari (palle di pelo)
Spesso i gatti ingeriscono grandi quantità di pelo attraverso la loro azione di leccamento e manutenzione del mantello. Il pelo ingerito è generalmente espulso attraverso le feci oppure viene vomitato. In alcuni casi si possono formare degli aggregati di pelo, chiamati tricobezoari, che sono causa di vomito ripetuto e insistente ed in casi eccezionali possono addirittura provocare vere e proprie ostruzioni intestinali o piloriche. Lo spazzolamento del pelo aiuta a diminuire il fenomeno d'ingestione. Alcuni mangimi sono formulati in modo tale da ridurre le possibilità di ristagno e di agglomerazione del pelo nel tratto gastrointestinale. Infine esistono in commercio dei prodotti a base di sostanze lubrificanti che se somministrate per via orale facilitano l'espulsione del pelo ingerito.


Quando il gatto ha la febbre
In molti casi la febbre è dovuta ad infezioni virali o batteriche, che si risolvono spontaneamente o a seguito di un'appropriata terapia. In caso di mancata risposta alla terapia o di persistenza dello stato febbrile, occorre tener presente che anche malattie immuno-mediate e neoplastiche possono essere causa di febbre. La febbre è associata in genere a sintomi di malessere, con dolori generalizzati e perdita di appetito. Ciononostante la febbre rappresenta un meccanismo protettivo in grado di potenziare le difese dell'organismo. Gli effetti benefici della febbre superano quelli negativi, pertanto l'abbattimento farmacologico della stessa è spesso controindicato. La somministrazione di antipiretici maschera la sintomatologia ed impedisce il riconoscimento dell'evoluzione spontanea della malattia. I gatti sono particolarmente sensibili agli effetti collaterali degli antipiretici. In particolare il paracetamolo è assolutamente controindicato nella specie felina perché in grado di scatenare gravi crisi emolitiche. Una sfida particolare per il clinico è rappresentata dalle febbri di origine sconosciuta. La lista delle malattie che possono provocare febbre è molto lunga e spesso sono richiesti numerosi esami per identificarne
la causa.


Il gatto volante
Alcuni gatti amano passeggiare pericolosamente suicornicioni o sulle ringhiere dei balconi. Il lorosenso dell'equilibrio è straordinario, ma non infallibile.La caduta dai piani alti delle case non è infrequente e può portare a conseguenze gravi. La perdita dell'equilibrioè spesso dovuta a distrazione o ad eccesso di sicurezza.
Non è infrequente che gatti che hanno già sperimentato traumi da caduta incorrano nello stesso errore. E' senza dubbio consigliabile prendere le adeguate precauzioni per evitare che i gatti d'appartamento mettano a rischio la loro vita con difficili equilibrismi.


I pericoli della dieta dimagrante
Se avete deciso di far dimagrire il vostro gatto obeso fatelo con gradualità ed evitate che digiuni a lungo.I soggetti grassi possono, se privati del cibo o inappetenti per qualsiasi motivo, andare incontro alla lipidosi epatica. Si tratta di una malattia degenerativa che colpisce il fegato di gatti in sovrappeso privati improvvisamente di nutrimento. I sintomi possono variare da vomito e depressione ad ittero e anoressia assoluta. In certi casi è necessario intervenire con la nutrizione forzata. Le cellule del fegato malato si riempiono di goccioline di grasso e perdono la funzionalità.
Si tratta di un disordine reversibile se riconosciuto e trattato per tempo.


Come prevenire il virus dell'immunodeficienza felina (FIV)
L'immunodeficienza felina è una malattia virale causata da un retrovirus che appartiene alla stessa famiglia dell'AIDS umano ( lentivirus). La malattia ha un'incidenza elevata nei gatti maschi interi che hanno tendenza ad attaccarsi con altri gatti e a girovagare.
Le manifestazioni cliniche della malattia sono varie e dipendono dallo stato d'immunodepressione che s'instaura. La trasmissione avviene prevalentemente attraverso il morso, ma è possibile ancheuna trasmissione da madre a figlio per via placentare. La diagnosi si effettua attraverso un semplice esame del sangue. Gatti sieropositivi possono tuttavia rimanere in buone condizioni di salute per numerosi anni ed in ogni caso lo sviluppo della malattia è molto lento. I gatti infetti dovrebbero vivere in casa ed evitare contatti con il mondo esterno per non contrarre altre infezioni e non trasmettere il virus ad altri individui. Non esistono terapie in grado di debellare il virus. L'interferone può alleviare la sintomatologia e migliorare la qualità della vita nei gatti colpiti, mentre le malattie secondarie possono essere curate con terapie specifiche. Non esiste un vaccino e la prevenzione è possibile solo modificando lo stile di vita dei gatti maschi, effettuando la castrazione. L'introduzione di un nuovo soggetto in un ambiente con altri gatti andrebbe preceduto dal test per la (FIV). Gli animali che vivono prevalentemente in casa e sono castrati o sterilizzati hanno pochissime probabilità di contrarre il virus e di infettarsi.

 



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