GATTO CERTOSINOGATTO CERTOSINO CHARTREUX

GATTO CERTOSINO


Numerose leggende sono sorte circa l'origine di questo gatto. Una delle ipotesi vuole che si tratti di una razza antica, portata in Europa pare dall'Oriente dai templari, cavalieri dell'ordine religioso - militare fondato il 1110 per la difesa dei luoghi santi all'epoca delle crociate. I crociati ,tornando stanchi dalla spedizione di guerra ,ritrovavano forza e tranquillità nel silenzio della certosa nei pressi di Parigi confortati e sfamati da dei monaci. per sdebitarsi alcuni di loro portavano in dono una coppia di gatti dall'esotico mantello blu, garantiti come più abili cacciatori di topi; un dono utilissimo per evitare il saccheggio alle scorte alimentari e la distruzione di numerosi manoscritto. Si pensa quindi che siano stati proprio i monaci del monastero di Chartreuse, che si trova nella grande Chartreuse, il massiccio situato fra i fiumi Rodano e Isere, vicino a Granoble fondato da San Brunone nel 1084 a battezzarli "Chartreux" ,così come già avevano chiamato il loro liquore alle erbe aromatiche. Tuttavia non esiste valida documentazione a testimonianza di questa storia.Un'altra teoria sostiene che il "gatto blu" sia giunto in Europa a seguito di carovane di nomadi provenienti dalla Russia asiatica, ciò spiegherebbe lo sviluppo della loro lanosa pelliccia.

Secondo altri il Certosino deve il suo nome ad una stoffa di origine spagnola, "la pile de chrtreux" proprio per la caratteristica tessitura del suo mantello leggermente lanuginosa.

Altre citazioni a riguardo si riscontrano in un poemetto del 1558 del poeta francese Joachim du Bellay; più tardi, nel 1723 , Saviarry des Bruslon lo descrive nel suo "Dctionaire Universel du Commerce, d'Histoire Naturelle et des Artes et Mestiers" .Alla parola "chartreaux" è testualmente riportato: nome comune con cui è indicato una sorta di gatto con il pelo tendente al blu. E' un mantello di cui i pellicciai fanno commercio . In effetti nel corso di due secoli(XVIII e XIX) il Certosino non venne certamente apprezzato per i suoi bellissimi occhi ma per la sua pregiata pelliccia e la sua tenera carne. Affascinati dal suo pregiato mantello morbido e setoso i pellicciai utilizzarono per confezionare abiti da camera. Un autore dell'epoca riporta inoltre :si incontrano ancora giornalmente in Francia quelli che mangiano dei gatti ben nutriti e grassi chiamati Chartrex".Fortunatamente la barbarie cessò definitivamente con la seconda guerra mondiale e per questo felino iniziò un periodo più roseo.

Cenni sulla storia di questo animale ce le fornisce lo svedese Linneo che ne parla nel 1735 nella sua Storia Naturale e nel 1756 viene catalogato dal naturalista francese Comte de Buffon tra le razze conosciute al momento (il gatto domestico , l'angora e lo spagnolo).

Qualunque sia la sua provenienza, una cosa è certa: furono gli allevatori francesi a selezionare questa razza, dettarne lo standard, diffonderlo nel mondo intero e proteggerne la specie. Si deve alle sorelle Lègier, di Belle - Ille in Bretagna, l'esordio vero e proprio della selezione quando, verso la fine degli anni Venti, trovarono alcuni esemplari di questa razza vagabondare attorno ad un ospedale. I Certosini appresero così in posto di rilievo nell'esposizione felina. Negli anni '60 vi fu una forte richiesta di questi gatti ,tanto che gli allevatori rischiarono di stravolgerne le caratteristiche peculiari, dapprima usando in modo eccessivo gli accoppiamenti tra consanguinei e poi cercando di rimediare alla nascita di soggetti deboli e malaticci incrociandoli con soggetti di altre razze, soprattutto il British di colore blu. Il risultato fu pessimo e le caratteristiche originali del Certosino scomparvero tanto che la Federazione Felina nel 1970 lo assimilò al British blu. Gli allevatori francesi insorsero a rivendicare il diritto della loro razza ad avere una sua collocazione autonoma. Contemporaneamente fu ripreso un serio lavoro di selezione tanto che nel 1977 la razza felina tornò a brillare di luce propria.


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